Le nostre vacanze (Rimini 2016)

Ciao a tutti!!

Siccome alcuni di noi sono stati, nelle scorse settimane, al mare a Rimini, vorremmo dedicare questo articolo ai nostri ricordi del mare e al racconto di queste ultime vacanze.

Giorgio: “Sono contento che, anche quest’anno, la Comunità ci abbia permesso di andare al mare: eravamo una tribù, eravamo in 17. E’  bello, ci si rilassa, si cambia aria. C’è un’aria diversa. Si fanno i bagni di sole e di mare! Si fanno anche lunghe passeggiate.  Anche se il tempo non è stato dei migliori, ci siamo confrontati e ci siamo trovati un po’ abbronzati. Purtroppo non ci sono più le conchiglie in spiaggia come si trovavano da bambini. La sera, dopo il gelato, andavamo tutti a fare compere per negozi. Sempre la sera, alcuni di noi trovavano anche il tempo di andare in riva al mare ad ascoltare il rumore delle onde. Abbiamo scattato tante fotografie che saranno un bel ricordo da guardare.”

Pietro: “Anche io quest’anno sono andato a Rimini. Si sta bene al mare, anche se non ho fatto il bagno perché ho paura dell’acqua: bagnavo i piedi poi tornavo indietro.

Si mangiava molto bene. Mentre dico questo, anche gli altri ricordano e concordano che si mangiava bene.

Durante la vacanza, alcuni di noi sono stati a San Marino. E’ bello ma è un po’ in salita: abbiamo fatto una bella scarpinata. A me è piaciuto più San Marino che Rimini, è più frequentato.”

Silvio: “Sono due anni che non vado al mare. Quest’anno mi è dispiaciuto non andare. Quando ci andavo ero sempre in compagnia della mia infermiera e facevamo lunghe passeggiate sulla spiaggia.”

Dino: “Quest’anno non sono andato a Rimini. Da bambino andavo al mare a Siponto, in provincia di Foggia. Era un bel posto, con la spiaggia e il mare pulitissimi. La sera il mare che meraviglia! Il mare è una cosa meravigliosa, anche per la salute.

Ricordo che, da bambino, facevo la pista per le biglie sulla sabbia e mi divertivo moltissimo. Ero bambino ed era un bel periodo. Anche se sono rimasto in Comunità, come consuetudine anche quest’anno sono arrivate le cartoline da chi è stato a Rimini.

Cesare: “ Ricordo che da bambino il mare aveva un altro sapore. Il ricordo migliore è di quando andavo al mare con gli zii, ero coccolato. Quest’anno a Rimini è stato piacevole, è stata una bella settimana di relax. Sono stato fortunato ad avere una stanza tutta per me, e non è una cosa da poco. La spiaggia non l’ho frequentata quasi mai perché preferivo stare al fresco intorno alla pensione o in camera mia. La sera era un bel momento di socializzazione, era bello uscire al fresco, c’erano tanti eventi sul lungo mare, in riva al mare. Una sera, ad esempio, mi sono divertito molto a partecipare ad un gioco con le altre persone organizzato nell’ albergo.

Quello che ho sottolineato è che in quel periodo il mare era frequentato in maggioranza da famiglie, giovani, pensionati e bambini.”

Dato che, scrivendo questo articolo, abbiamo ricordato dei bei momenti, anche fanciulleschi, legati al mare, auguriamo a chi legge il nostro articolo, di poter ricordare i propri momenti belli delle vacanze di ieri e di oggi.

Buone vacanze a tutti!

Trovare il sole nel cuore

Quando si sta male si può provare un dolore talmente forte che si sente il bisogno di esternare la sofferenza parlando con qualcuno. Il dolore è talmente intenso che in alcuni casi si può stare anche male fisicamente e si vorrebbe buttare fuori la sofferenza.

Spesso però è difficile parlare con qualcuno, trovare una persona che ti comprende e accoglie le tue parole, pronta ad accettarci come esseri umani che possono soffrire, in un mondo dove ci si deve mostrare sempre forti.

Altre volte è vero però che non si riesce a dare un nome alla propria sofferenza, a trovare le parole descrivere il proprio dolore: si sta male ma non si capisce perchè.

Siccome noi non vogliamo essere pessimisti, ma ci piace essere positivi…

Secondo noi la felicità non è essere perfetti fisicamente e mentalmente, ma è accettare se stessi, con i propri punti di forza e le proprie debolezze.

Soffrire o provare tristezza fa parte dell’essere umano. La cosa importante è affrontare la propria sofferenza, cercare di capirla e superarla, accettarla e comprenderla per poter stare meglio, ritrovare (o addirittura provare per la prima volta nella vita) serenità e felicità.

Fortunatamente esistono ancora persone sincere e sensibili in grado di capire che, come esseri umani, si può soffrire; persone disponibili ad ascoltare un amico, un conoscente, che non sta bene, ad esternare e comprendere il proprio dolore per poter tornare (od essere per la prima volta) ad essere felici.

Trovare felicità e serenità non significa comunque dimenticare il dolore che si è provato, la cicatrice rimarrà sempre.

Quello che si può fare però è guardare avanti, ripartire, consapevoli della sofferenza provata e del percorso fatto per comprenderla ed affrontarla, pronti a guardare con fiducia al futuro grazie alla serenità ritrovata.

Concludiamo con una frase di Dino:

“L’importante è riuscire a trovare il sole nel cuore”.

Quando le circostanze ci dividono

Oggi vorremmo dedicare un pensiero ad I., che andrà in un’altra Comunità. Quando una persona (con i suoi pregi e i suoi difetti) della nostra Comunità si trasferisce in un posto diverso, lascia comunque un vuoto con la sua assenza.

Dino: ”Cara I., porta il tuo sorriso nelle case e la pace in ogni famiglia. Ricordo le tue ribellioni e poi quando sei diventata buona e ubbidiente. Eri un po’ ribelle come me.”

Pietro: “ Cara I., non ti dimenticheremo mai.”

Silvio: “Non mi annoierò più con la musica etiope che ascoltavi, anche se ne sentirò la mancanza perché mi ricorda di te.”

Giorgio: “Tutte le volte che una persona lascia la Comunità si pensa di augurarle tutto il bene possibile, anche se lascia un vuoto dietro di sé. Mi piace pensare che andrai a stare bene.”

Ciao I., forse un giorno ci rivedremo nel mondo.

Ti Racconto di Me-Terza Parte-

Oggi vi proponiamo la presentazione di Cesare, che da qualche settimana partecipa al Progetto Blog:

“Ciao sono Cesare, sono solo 5 settimane che sono qua.

Sono di Brescia ma vengo da una Comunità di Mantova.

Fortunatamente l’unica Comunità  della mia vita,  che mi ha lasciato la libertà di crescere senza imposizioni a dispetto di altre strutture che mi hanno fatto più male che bene.

Ho cominciato già negli ultimi mesi là a stare meglio; qua ho trovato molti stimoli positivi, non mi alzo più sperando che arrivi presto la sera, costretto a trascinarmi con fatica per arrivare a sera.

Adesso, anche se c’e’ stato molto, solo  dolore per moltissimo tempo, ci sono cose nella vita  buone, belle, e che è un piacere vivere, sto cambiando e posso vederle, le ho ritrovate.  Non sei più condannato a vivere come una pena la tua vita, con il tuo forte disturbo.

Negli ultimi anni fortunatamente l’approccio delle istituzioni si e’ modificato: è stata messa la persona con certi problemi al centro e non il suo disturbo (Malattia). Si viene a formare tra l’utente e la struttura ospitante\istituzione un alleanza, senza più subordinazione tra ” paziente” strutture  e tutto ciò che lo circonda.  La persona che si trova a vivere dei disagi psicologici non viene più vista come “da salvare dall’esperto”, come un “malato da normalizzare”, qualcuno di inferiore nella società, ma come una PERSONA come tutte le altre, con le sue debolezze e le sue speranze, partecipe e protagonista del suo percorso per ritrovare la serenità e la voglia di vivere.

Si accettano i propri difetti e, come nel mio caso, si riscoprono risorse che non sapevo più di avere e che credevo morte e sepolte.

E’ solo quel po’ di speranza che ti fa andare avanti, non impazzire per sempre, sopravvivere, ed ora invece di accontentarsi di stare meno male si scopre che si può stare anche bene e che vivere è anche bello.

Certe volte mi chiedo cosa succederà in futuro. Ma questa Comunità mi permette di avere una visione  ottimistica della mia vita per la prima volta. Bene.

Ciao e grazie…                                                                                                                  (Cesare Z.)”

Vissuto di una tirocinante

Ciao a tutti!
Oggi a parlare non è un ospite della comunità, almeno non in tutti i sensi. Sono Simona e sono una ragazza di 21 anni che quest’anno ha vissuto la sua esperienza come tirocinante nella comunità “La Rondine”, ormai ahimè, giunta al termine. Tanto per concludere in bellezza, visto che si parla di storie, volevo raccontarvi della mia in questa comunità e cosa io posso dirvi riguardo agli ospiti, molto sinteticamente perché di cose da dire ce ne sarebbero tantissime! Spesso ci dimentichiamo che dietro a un disagio ci sono persone, persone interessanti e con le loro personalità tutte da scoprire. Conoscerle per me è stata una sorpresa in positivo. All’inizio, si parla ormai di Novembre, ero un po’ intimorita all’idea di incominciare in un area totalmente nuova, quale la psichiatria, della quale avevo comunque poche informazioni. Mi chiedevo come sarebbe stato e chi avrei incontrato nel mio percorso. Il primo giorno invece, sono stata subito ben accolta da C. C. ho scoperto essere un chiaccherone, e a fine giornata già conoscevo mezza storia della sua vita (no dai non esageriamo…però quasi!). Con lui ho passato tanti momenti in cui lo accompagnavo a bere un caffè e intanto scambiavamo due parole. Mi stupisce sempre, la sua incredibile manualità al computer. Se volete conoscerlo andate al bar vicino alla comunità.. è spesso li e vi intratterà con una delle sue barzellette! Il suo compagno di stanza è M., un omone, ma è un gigante buono tranquilli! Purtroppo con lui non ho avuto modo di parlare tantissimo perché va spesso a casa. M. è un bresciano doc, parla sempre dialetto stretto ma ogni volta si scordava che io, non essendo bresciana, non ci capivo assolutamente nulla! Voglio quindi ringraziarti per tutte le volte che hai avuto la pazienza di ripetermi le cose due volte, ti prometto che inizierò a imparare qualche parola anche io. Poi c’è P., che sul blog si è già presentato ma si è dimenticato di dirvi una cosa. P. è la persona più gentile e rispettosa che io abbia forse mai conosciuto, è sempre pronto a dare una mano agli altri, dal trattarsi di fare le pulizie, ad apparecchiare ecc.. anche quando non toccherebbe a lui. Di lui mi ricorderò di sicuro la sua forte risata che era contagiosa. Se inoltre gli offrite qualche dolce, lo fate già molto felice per quanto è goloso. Poi c’è il suo compagno di stanza, S. Ah..con S. ho passato davvero tanto tempo! Oltre a essere un poeta ha l’incredibile dote di riuscire a battermi sempre a carte. Provate a giocare con lui e vi straccerà di sicuro! Non sono riuscita mai a vincere se non qualche volta…ma in realtà è meglio così perché ho scoperto che non sopporta proprio la sconfitta. Se vuoi scambiare due chiacchere con lui lo troverai sempre nella saletta delle attività seduto al suo solito posto che ormai è marchiato. Quando arriva S. e qualcuno è seduto li, si alza subito per cedergli il posto…Ormai quel divano potrebbero ribattezzarlo con il suo nome! Scherzi a parte, lui è socievole e vi piacerà stare in sua compagnia. Però per carità, non toccategli i suoi tre caffè al giorno che per lui sono sacri, sennò è probabile che lo farete arrabbiare. E’ il turno di G. G ma come farebbero senza di te? Ogni mattina G. fa la spesa e va a prendere il giornale. Non mi scorderò mai quella volta in cui ti ho accompagnato a fare la spesa! La cuoca ci aveva incaricato di prendere ben 80 yougurt, ne avevo 40 nella mia busta e 40 tu da portare a piedi. Il supermercato non è lontano ma ogni tre minuti ci fermavamo a riposare le braccia..ahah se ci penso sorrido ancora! All’inizio G. vi sembrerà di poche parole, ma in realtà è simpatico e nell’attività di blog dovete vedere quanto impegno ci mette! Poi c’è D. D. devi saperlo prendere a giornate e accettare anche quelle in cui è un po’ più imbronciato. D. l’ho sempre considerato una persona filosofica. Provate a parlare con D. di qualcosa e da li nasceranno altri mille discorsi. E’ molto curioso e interessato alle tematiche attuali, ma in generale a qualsiasi tipo di tematica. E’ sempre alla ricerca di risposte e ho scoperto essere un mangione, secondo me se potesse mangerebbe anche per tre! Una canzone che vi farà scoprire il lato tenero di D. e con la quale si emoziona è “la casa del sole” dei Pooh, perché è la sua preferita. Passiamo alle uniche due donne: C. e I. C. all’inizio vi sembrerà riservata quindi non esitate a parlarci per primi, vedrete che poi ne varrà la pena. C. ha molte amicizie fuori che coltiva ed è molto paziente nei confronti di I., la sua compagna di stanza che a volte fa tribulare un po’ tutti! I. infatti non stà mai ferma e passa a fare da una cosa all’altra velocemente. Gli piace molto fare l’uncinetto, disegnare, scrivere, ascoltare la musica etiope perché gli ricorda le sue origini. E’ possibile che faccia tutto ciò nell’arco di un ora, come è possibile che ascolti solo la musica per due ore di seguito, musica che ormai conosciamo tutti in comunità per quanto l’ascolta! Devo dire che anche a S. piace tanto (la odia!). Infine c’è L. e un nuovo arrivato C. L. è silenzioso, ma anche a lui piace giocare a carte e durante l’attività di biodanza ho scoperto essere un ottimo ballerino! Di C. so ancora poco, mi dispiace che ormai giunta alla fine del mio tirocinio, non possa conoscerlo meglio ma mi è sembrata una persona rispettosa.
Che dire…ragazzi volevo semplicemente ringraziarvi. E’ stato un piacere conoscervi e ascoltarvi e da voi ho imparato tanto. Abbiamo condiviso insieme tanti momenti e ho potuto conoscervi nella vostra quotidianità ma anche nella vostra semplicità. Spero sia stato un piacere anche per voi conoscere me. Ringrazio anche tutti gli operatori che sono sempre stati gentili con me.
Con affetto, Simona

Ti Racconto di Me- Seconda Parte-

“Sono Dino. Il 23 Giugno compio 70 anni. Non ricordo da quanto tempo sono in questa Comunità. La società in cui viviamo mi fa schifo. E’ sbagliata. Io penso e mi esprimo in modo completamente diverso rispetto alle altre persone in questa società.

Mi piace il cibo della Comunità e mangio di tutto.

Tante volte, nella mia vita, cerco di mettere ordine nei miei pensieri (pertanto cerco la bussola della mia vita).

Ci sono persone in questa Comunità che io non sopporto, per non dire che quasi le odio, quasi dico.

Io mi sento un disadattato sociale, non un malato mentale come mi classifica la medicina.

Sento molto la mancanza di casa mia.

Recentemente cerco  di documentarmi leggendo qualche giornale. L’impegno nel creare l’ordine nelle mie cose, nelle azioni e nei miei pensieri è notevole. Se ho qualcosa da dire contro qualcuno mi trattengo nel cuore e cerco di restare solo in quel momento e cerco di trovare conforto nella parola di Dio.”

“Il  mio nome è Giorgio. Ma già da bambino mi chiamavano Pollicino per il mio vizio di mettere il pollice in bocca. Poi adolescente, tra motociclette e ragazze, alzavo entrambi i pollici in segno di vittoria, felice di essere riuscito nell’intento. Un poco più adulto decisi di usare il pollice per fare l’autostop e girare paesi e città.

E poi scelsi il pollice verde, di parola e di fatto! E io dico che anche Brescia senza fabbriche potrebbe essere più sana: una giungla di pannocchie, pomodori e marijuana. Per queste esternazioni mi vollero giudicare.

Io con il pollice alzato, ma loro con il pollice verso. Così mi ritrovai a dover lasciare l’impronta del pollice.

Passano così gli anni e mi ritrovo oramai vecchiotto davanti a un 32 pollici. Ma non ho dimenticato il pollice in bocca. Viva Pollicino!”

Noi cerchiamo di dare il meglio di noi stessi per raccontarvi chi siamo. Speriamo che la nostra sincerità sia stata apprezzata!

Ti Racconto di Me- Prima Parte-

Da oggi, noi che partecipiamo al “Progetto Blog” cominceremo a farvi conoscere meglio chi siamo…

“Io sono Silvio, ho 63 anni. Sono in Comunità da dieci anni. Scrivo poesie, mi piacciono la musica, i film gialli, giocare a carte e mangiare!
Seguo il calcio e tifo per la Roma.
In dieci anni di Comunità sono stato bene accettato, ho buoni rapporti con i compagni e con gli operatori (specialmente con Dino e Papero).
Ecco una mia poesia:
AMICA
Se tu mi guardi,
sono come una farfalla
che vola felice sui fiori
al ritorno della primavera.
Se tu mi parli,
sono il cane
che ascolta la voce del suo amico.
Se tu mi scacci,
sono come una canoa vuota
che va sul fiume,
finché un sasso non la spezza.”

“Io mi chiamo Pietro. Ho 48 anni. E’ un anno che sono in Comunità. Non faccio niente tutto il giorno. Mi piace andare al bar a bere il caffè e non solo. Una volta al mese viene mia zia a trovarmi.
Sento molto la mancanza di Lonato, dove abitavo, e mi piacerebbe tornarci. Penso spesso alla proprietaria della casa dove abitavo.
In Comunità mi sembra di essere in collegio perché ci sono troppe regole. Con gli operatori mi trovo bene, anche con i compagni (Dino dice che rido sempre!).
In questa Comunità non si mangia male secondo me (e io sono una persona molto delicata con il mangiare!).
Mi piacerebbe fare qualche gita in più.”
(Continua…..)

Problemi di un gruppo di persone

Le riflessioni che pubblicheremo in questo articolo sono emerse durante un incontro del gruppo LiberaLaMente.

Affrontare i problemi quotidiani può mettere a dura prova un gruppo di persone che vivono insieme. Anche i gruppi di persone più stabili possono essere messi a dura prova da sentimenti feriti, difficoltà economiche, cattiva educazione morale, stress e stanchezza, problemi di salute, lavoro impegnativo, malintesi e difficoltà di comunicazione.

Lealtà, sincerità, rispetto reciproco, fiducia reciproca, pazienza, chiarezza nei rapporti umani, comprensione reciproca sono alla base dei migliori gruppi.

Come mantenere la serenità nel gruppo? Ogni persona può moderare il suo carattere, mantenere la calma, non essere impulsivo, chiedere chiarimenti, perdonare anche se difficile, evitare di vendicarsi e allontanarsi e  cercare il chiarimento solo quando è passata la rabbia, chiedere scusa, non giudicare, ascoltare fino in fondo ( anche se quello che sentiamo non ci piace) e riflettere prima di intervenire, guardare al futuro.

Queste cose son difficili in un gruppo, ma possiamo cercare di capire perché è difficile, tipo una persona magari è malata, ha un brutto carattere… Il capirlo ci serve per adattare il nostro comportamento alle altre persone, avere pazienza e evitare la lite, anche l’ altra persona però non deve farsi una scusa, un alibi  del suo problema, ma bisogna che tutti e due si capiscano a vicenda e collaborino per avere una migliore relazione.

La Recovery in Comunità

Oggi parleremo di “Recovery”: un nuovo modo di pensare le problematiche psichiatriche che sta diventando sempre più diffuso e viene applicato anche nella nostra comunità. Recovery per noi significa prendere in mano le redini della propria vita, cambiare le cose in varie aree della propria vita per farle funzionare meglio.

Essere protagonisti del proprio percorso di cura, inclusione sociale, strategie per gestire i sintomi, supporto tra pari, speranza verso il futuro sono aspetti molto importanti di ogni percorso personale di Recovery.

E’ fondamentale per noi vedere la nostra forza e le nostre potenzialità oltre la malattia. Essere PERSONE prima che MALATI. Persone che stanno affrontando un periodo difficile del proprio percorso di vita e, grazie all’aiuto delle figure professionali, possono valorizzare le proprie risorse e avere una migliore qualità di vita.

Attività della Comunità – Gruppi “Conduttori Briefing” e “LiberaLaMente”

II ” Gruppo Conduttori Briefing”  e’ previsto tutte le mattine ( 9.00-9.30) ad eccezione  della  domenica. Ogni giorno il gruppo viene condotto a turno da alcuni di noi. Tutti ci raduniamo in sala tv: insieme si decidono le mansioni del giorno (ad esempio chi svolgerà le pulizie) e si stabiliscono i compiti o le attività varie a cui ognuno parteciperà. Vengono anche indicati gli operatori presenti in giornata e gli orari in cui sarà presente il medico psichiatra.

Questa attività è molto importante per noi perché è un punto di riferimento per capire come sarà organizzata la giornata. Il “Gruppo LiberaLaMente” si svolge ogni quindici giorni e viene condotto dal responsabile della comunità e da una educatrice. Durante questa attività si discute di vari argomenti. Un esempio è parlare dei sintomi delle varie patologie. E’ importante anche la presenza dello psichiatra per discutere delle malattie mentali e come farvi fronte. In alcune occasioni partecipano anche utenti esperti (persone che hanno vissuto i nostri stessi disagi e hanno deciso di mettere la propria esperienza al servizio degli altri) per creare dialoghi e condividere le proprie esperienze.

Questa attività è per noi molto importante perché ci aiuta a riflettere sulla nostra vita e sul significato della malattia mentale. Inoltre è fondamentale poter condividere con gli altri le nostre preoccupazioni e incoraggiarci a vicenda per cercare di superare gli ostacoli della nostra vita.

Il “Gruppo Conduttori Briefing” e il “Gruppo LiberaLaMente” sono per noi molto significativi perché ci aiutano a gestire al meglio la vita di comunità. Questo è l’ultimo articolo dedicato alle attività svolte in comunità.

Speriamo che questi articoli possano essere stati utili ai lettori per capire come si svolge la vita in comunità e speriamo di non avervi annoiato!